Tour Soubirane
Porta-torre medievale all'ingresso della bastide di Villeneuve.
Della cinta urbana, attestata nel 1208 e probabilmente costruita nel XII secolo su iniziativa del priore di Villeneuve per proteggere gli abitanti e i beni della sauveté, rimangono la torre-porta di Cardalhac e la torre-porta di Soubirane, ridisegnata dopo la guerra dei Cento Anni
La torre Soubirane (Sobirana) o porta d'Amont, e la torre Cardalhac, insieme alle porte Manhanenque ed Echorenque, situate all'estremità della sauveté ed entrambe scomparse, costituivano le principali opere di difesa della città durante il periodo medievale. Costruita nel 1486 sul sito di una prima struttura e completamente versatile, la torre di Soubirane fu poi adattata alla sorveglianza, alla difesa della città, allo stoccaggio di cibo e armi e servì come prigione. Monumentale e rivolta verso la strada per Rodez a est, bloccando l'accesso alla bastide, la torre di Soubirane era un simbolo urbano di primo piano.
Adatta all'artiglieria, come testimoniano le bocche da fuoco sulla facciata principale, questa prodigiosa struttura difensiva costruita in conci e calcare, accessibile da una scala a chiocciola, era prolungata a ovest da una galleria di legno (hourdage) eretta su mensole di pietra con sporgenze. Questo dispositivo ha permesso di controllare l'accesso a Place des Conques e di effettuare il fuoco se necessario. Al primo piano della torre viveva una guardia, incaricata di aprire e chiudere le pesanti porte e di azionare l'argano che azionava i due erpici di legno utilizzati come elementi di arresto. Un tombino veniva usato per portare su proiettili, oggetti e cibo, per sorvegliare il passaggio e per gridare ordini. La torre della porta era probabilmente utilizzata anche come casello daziario, in quanto poteva essere usata per la sorveglianza, per impressionare il nemico e per bloccare il traffico, anche durante le epidemie.